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 gli insediamenti scomparsi nel territorio di Nulvi Riduci
 
BAROTO
 

  
BOLONJANOS
 
  
 
Denominazioni alternative
Bolonhes, Boinhanos, Bolomhanos, Bonientanos, Bolonyahanos, Bolonzanos
 
Localizzazione geografica e situazione attuale
IGM foglio 460 sezione IV - Osilo, scala 1:25.000; altitudine ca. 320 metri s.l.m.
Si trovava meno di 3 km in linea d'aria a est di Nulvi e confinava, ad ovest, con i territori di questa villa e con quelli di Lexigannor, ad est con Laerru, Sevin e Martis, a sud con Orria Manna, a nord con i possedimenti dell'abbazia di Tergu e del priorato di Soliu
L'area oggi è conosciuta come "Sa Riforma", in seguito ad una colonizzazione agricola tentata negli anni Cinquanta del secolo scorso, purtroppo fallita
 
Notizie e documenti storici
La villa, appartenente alla Diocesi di Ampurias, è attestata nelle Rationes Decimarum trecentesche e sia nell'anno 1341 che nel periodo 1346/50, il suo rettore ecclesiastico , era un certo Recolduccio. Un documento aragonese della metà del XIV secolo, riporta che il villaggio aveva 40 contribuenti fiscali, i quali corrisponderebbero ad una popolazione tra i 100 ed i 150 abitanti, risultando uno dei centri anglonesi meno popolati e forse questo, fu la causa del suo degrado, quasi certamente avvenuto prima del 1388, anno della stipula di pace tra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona, alla quale il nostro paesello non prese parte. I suoi territori vennero spartiti tra la vicina villa di Nulvi e la limitrofa villa di Martis. Un rilievo dell'area è denominato "Monte Iscrocca", termine che richiama l'esistenza di una possibile "Scolca", ovvero una unione territoriale tra villaggio confinanti, al fine di assicurare un miglior controllo del territorio
 
Luoghi di culto
La chiesa, di cui rimane qualche scarso lacerto murario in agro di Nulvi, era intitolata a Santa Barbara, già distrutta nel 1750. Nell'area persiste il toponimo "Trèmpa de Santu Giuseppe", che potrebbe riferirsi all'esistenza di un ulteriore luogo di culto
Scheda della chiesa in chiesecampestri.it
 
Scheda dal libro "Anglona medioevale" di Mauro Maxia - vai alle info sulla pubblicazione 
Foto di Gianluigi Marras
 
Posizione geografica
 

 
LESEGANNOR
 
  
 
Denominazioni alternative
Lexigano, Lisigamus, Lexigannor
 
Localizzazione geografica e situazione attuale
IGM foglio 460 sezione IV - Osilo, scala 1:25.000; altitudine ca. 410 metri s.l.m. - toponimi segnalati: Santu Lussurgiu
Si trovava poco più di 1 km in linea d'aria, a nord est di Nulvi. Nel luogo su può ancora identificare cospicuo materiale, reimpiegato per l'innalzamento di muretti a secco; in un sito, in particolare, vi sono grandi vasche scavate nella roccia affiorante, un tempo forse utilizzate per la vinificazione
 
Notizie e documenti storici
Citato per la prima volta in un documento del 1321, è segnalato nelle collettorie pontificie del 1341, che registrano un versamento di due libbre, ad opera del suo ignoto ecclesiastico. In altro scritto, importante per l'individuazione del sito, Lisigamus è associato ad una chiesa dedicata a San Lussorio, che corrisponderebbe a quella abbandonata, nella campagna nulvese. L'ultima attestazione è un documento fiscale aragonese, stilato intorno al 1350, dal quale vengono rilevati 30 soggetti tributari, corrispondenti ad una popolazione che contava un centinaio di residenti. Forse la causa dell'abbandono, avvenuta entro il 1388 - anno della famosa pace, per la quale il nostro centro non compare tra quelli firmatari - è stato lo scarso numero di abitanti, che non riuscirono a superare il difficile periodo in cui si trovava la Sardegna, martoriata da guerre e pestilenze
Nessuno degli storici del passato trattò dell'insediamento, che alcuni studiosi contemporanei, hanno attribuito al territorio di Sedini, in cui però non è mai stata attestata una chiesa intitolata al martire Lussorio
Ulteriori documenti, di provenienza monastica, sembrerebbero segnalare la presenza nel suo territorio, di una corte appartenuta al priorato cassinese di San Nicola di Soliu (abbazia in agro di Sedini) ed un centro in località Battoro, posseduto dai Vallombrosani di San Michele di Salvennor (abbazia in agro di Ploaghe)
 
Luoghi di culto
La chiesa di San Lussorio (nella parlata locale, Nessulzu), dedicata anche ai santi Cisello e Camerino, è di chiara origine medievale; rimasta operativa sino al secondo dopoguerra, potrebbe essere ancora ben recuperata
Nella mappa, il rudere della chiesa è segnalato "S. Lussurgiu"
Scheda della chiesa in chiesecampestri.it
 
Posizione geografica
visualizza la mappa
 
Scheda dal libro "Anglona medioevale" di Mauro Maxia - vai alle info sulla pubblicazione
 
 
 

 
LEXIGANO
 

 
NUGULBI
 

 
NUGULVI
 

 
ORRIA
 

 
ORRIA MANNA
 
 
 
 

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