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 gli insediamenti scomparsi nel territorio di Bulzi Riduci
 
FLUMINE
 
  
 
Denominazioni alternative
Flumen
 
Localizzazione geografica
IGM foglio 442 sezione II - Perfugas, scala 1:25.000; altitudine ca. 120 metri s.l.m. - toponimi segnalati: San Pietro (località); Crocifisso (chiesa); Stazzo San Pietro
Si trovava circa 2 km a sud est in linea d'aria da Bulzi. La denominazione deriva dalla vicinanza al corso d'acqua del Rio Silanos. Il suo territorio confinava ad ovest, con quello di Bulzi e per un tratto con quello di Sòliu, a sud, con Laerru e Gavazana, a nord, con Coghinas, a est, con Bulzi e Perfugas
 
Premessa
Non tutti gli studiosi sono concordi nell'individuare la chiesa romanica di San Pietro Apostolo - conosciuta un tempo come San Pietro di Flumen ed ora come San Pietro delle Immagini o del Crocifisso - quale sede episcopale dell'antica Diocesi di Ampurias, che dal 1506 (di diritto) e dal 1562 (di fatto), traslò la propria sede a Castel Aragonese (attuale Castelsardo), dopo un lungo periodo vacante a Sassari, iniziato nel 1356. Il dibattito è tuttora aperto e alcuni storici, individuavano il centro di Flumen con quello di Ampurias, ubicandolo alla foce del fiume Coghinas, un tempo scalo portuale molto attivo, attribuendo dunque la sede episcopale, al piccolo tempio di San Pietro a Mare (dedicato a San Pietro Celestino, che si trova ancora oggi nei pressi di detta foce), oppure ad un altro luogo di culto che doveva trovarsi nella stessa area e mai individuato. Angius attribuì alla chiesa romanica di San Giovanni di Viddalba, recentemente restaurata, il titolo di cattedrale ampuriense, trascurando che il suo territorio, apparteneva alla Diocesi di Civita. Altri, sostengono che San Pietro delle Immagini, fu sede monastica benedettina e non vescovile
Il Fara, che scriveva alla fine del XVI secolo, collocò il centro e la sede episcopale, nei pressi della foce del Coghinas, mentre il Vico, nel 1639, citando le rovine dell'insediamento e dell'episcopio, attribuiva alla chiesa il titolo di "San Pedro de Flumen"
La confusione è data dalle testimonianze contradditorie degli storici del passato e dal fatto che la cattedrale era certamente dedicata a San Pietro, per cui, qualcuno ipotizza che  la prima sede episcopale, sia stata in San Pietro a Mare, trasferita successivamente a San Pietro di Flumen, in territorio di Bulzi
 
Notizie e documenti storici
Una fonte del 1120 cita il primo vescovo ampuriense, Nicola, col titolo di "episcopium de Flumen. Nel 1321 una donna corsa, residente a castel Genovese (attuale Castelsardo), lascia un legato alla chiesa di "Sancti Petri Empuriensis", mentre un atto notarile dello stesso anno, ricorda l'insediamento, col nesso "curia de Flumine". Due documenti catalani confermerebbero la sede episcopale in quest'area; il primo, datato 1317 - 1323, cita un "episco-patus empuriensis qui est in quandam terra que vocator Flumen" e l'altro, del 1353, chiarisce che il territorio di Flumine, confinava con quello di Perfugas. Ulteriore prova dell'importanza di questa località, è la sua posizione centrale rispetto ad una serie di villaggi e pertinenze monastiche
Riguardo al centro abitato, che doveva essere modesto, l'unico documento in cui se ne fa menzione, è un atto notarile del 14 maggio 1321, in cui sono nominati, Guglielmo Paleu de Lacon e Zocharo de Serra, abitanti dai cognomi illustri, che testimoniano ulteriormente l'importanza di tale centro, nonostante in quel periodo, lo stesso, si fosse già avviato alla decadenza, confermata dallo spostamento della sede episcopale, avvenuto meno di 30 anni dopo. L'ultimo documento che ricorda attività nell'abitato, risale al 1353 e riporta la scomunica da parte del vescovo Arduino, catalano, inflitta sui signori dell'Anglona, i Doria e su tutti i loro ufficiali, sudditi e perfino cappellani. In seguito a ciò, forse per paura di ritorsioni, il  prelato si trasferì a Sassari
Nonostante lo spopolamento dell''abitato, la chiesa rimase attiva, come ricordano documenti cinquecenteschi, a proposito di alcuni terreni appartenuti un tempo all'abbazia cassinese di Santa Maria di Tergu; forse da qui s'innesta la tradizione dell'insediamento monastico, benché non sia provato che tra i due centri religiosi ci siano stati rapporti di dipendenza
 
Luoghi di culto
Oltre alla pregevole chiesa romanica di San Pietro, tuttora in attività, non sono noti ulteriori edifici religiosi, forse, inesistenti, a causa della poca consistenza dell'insediamento abitato, o per il fatto che tutto il materiale da costruzione è stato asportato per successivi reimpieghi
Nella mappa, la chiesa è segnalata "Crocifisso"
Scheda della chiesa in chiesecampestri.it 
 
Scheda dal libro "Anglona medievale" di Mauro Maxia - vai alle info sulla pubblicazione
 
Posizione geografica
 
SAN PIETRO DI SIMBRANOS
 
 

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