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 Gli insediamenti scomparsi nel territorio di Arzachena Riduci
 
CAPICHERE
 
  
 
Denominazioni alternative
Capicherae, Capuere, Capuerra, Capikere 
 
 
Ubicazione e situazione attuale
IGM foglio 428 sezione III - Arzachena, scala 1:25.000; altitudine ca. 180 metri s.l.m. - toponimi segnalati: Stazzo S. Antoniu; Capichera
L'area è conosciuta per la presenza del notevole complesso nuragico composto da un vasto villaggio e da un nuraghe articolato in più ambienti ed anche perché la campagna è intensamente coltivata a vigneti che producono rinomati vini
Il piccolo insediamento medioevale si trovava in zona Sant'Antoni, a poco più di 1 km dal detto nuraghe, che è chiamato "La Prisgiona" ed il suo territorio è un'amena piccola valle occupata ora da boschetti di ulivastri e da terreni adibiti al pascolo bovino. Oltre ai miseri resti della chiesetta, affiorano apparentemente ben poche altre strutture, incomprensibili e completamente devastate nel corso del tempo
 
Notizie e documenti storici
La Gallura entra a far parte del Regno di Sardegna nel 1324 ma non si hanno notizie riguardo alle sorti di questa villa che come tutte quelle della curatoria risentì terribilmente la presenza militare dei vari eserciti che si diedero battaglia per tutto il secolo. Non vi sono attestazioni dirette nemmeno tra gli elenchi delle decime trecentesce corrisposte alla Santa Sede e neanche nel resoconto fiscale del 1358 che imponeva le tassazioni alle varie ville assoggettate dagli Aragonesi, forse perché troppo modesta e dipendente da altro vicino centro. L'unico riferimento lo abbiamo nella carta d'infeudazione con la quale il 4 febbraio 1421, il re aragonese Alfonso V, il Magnanino, la concesse a Rambaldo de Corbaria, insieme ad altri 25 centri, tutti spopolati da almeno 50 anni. E' facile immaginare quali furono la cause della sua sparizione, avvenuta in un periodo di continue e violente lotte che ebbero protagonisti gli eserciti del Giudicato di Arborea, del Regno d'Aragona e della Repubblica di Genova che, come detto, per tutto il XIV secolo si accanirono su questi territori
L'insediamento viene ricordato dagli storici, a partire dal Fara (1580 ca.) che lo contemplava nella curatoria di Taras, passando per il Vico, il quale lo annoverava nella regione del Coros. Anche l'Aleo e l'Angius, lo annoveravano tra gli insediamenti che furono
 
Luoghi di culto 
La villa si trovava nella diocesi di Civita e della chiesetta di Sant'Antonio, della quale al momento non abbiamo documentazione, rimane una piccola porzione seminascosta tra la vegetazione
Nella carta IGM la chiesa non è segnalata, mentre è riportato lo Stazzo S. Antonio
 
scheda da "Il Giudicato di Gallura" di Dionigi Panedda
 
Coordinate satellitari
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CORRUERA
 

 


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