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martedì 19 settembre 2017 ..:: giudicato gallura » FUNDI DE MONTE-CIVITA » olbia ::.. Registrazione  Login
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 gli insediamenti scomparsi nel territorio di Olbia Riduci
 
 
 
CARESOS
 
Denominazioni alternative
Caresus, Carese, Caressi, Caressu, Carissi
 
Ubicazione esituazione attuale
IGM foglio 444 sezione IV - Olbia ovest, scala 1:25.000; altitudine ca. 170 metri s.l.m. - toponimi segnalati: Stazzi Caresi
La zona, non più coltivata da tempo, si trova alle falde di Monte Pinu ed oggi è adibita prevalentemente al pascolo, con una parte del territorio macchiato dalla vegetazione spontanea e da recenti abitazioni residenziali. E' ormai difficile riuscire ad individuare, non solo la chiesa, della quale negli anni Ottanta si scorgevano scarsi resti, ma anche eventuali strutture abitative di questo centro, che aveva ascendenze romane, come appurarono indagini archeologiche effettuate nel 1890, con la messa in luce di opere murarie rivestite in cocciopesto, avanzi di strade lastricate e numerose tombe ad inumazione. La villa medioevale pare fosse inoltre dotata di due torri difensive e di avvistamento, che dovettero essere simili a quelle che tuttora residuano nelle località di Sa Istrana e di San Lughia. Il tutto è stato inesorabilmente smantellato in quanto il materiale veniva prelevato per la costruzione di nuovi edifici, non solo nella zona stessa, ma anche nel vecchio centro di Olbia
 
Notize e documenti storici
La prima attestazione sull'esistenza dell'insediamento sono le Rationes Decimarum relative alla Diocesi di Civita per gli anni 1341/50, in cui sono riportati i nomi di due suoi rettori, Gomita Pisquilla e Iohanne. Villa Caressus è riportata anche nel Compartiment del 1358, che riprende le statistiche pisane del 1320 circa
Alla caduta del Giudicato di Gallura, avvenuta nel 1288, l'intero territorio finì sotto la sfera politico amministrativa pisana, sino al 1324, anno in cui entrò a far parte del Regno di Sardegna, conseguentemente alla presa di possesso armato, da parte aragonese. Tutte le ville della curatoria di Fundimonte entrarono a far parte del grande Feudo di Terranova, concesso a Berengario Arnaldo Anglesola e col tempo, vari altri feudatari si succedettero, tra cui Giovanni d'Arborea, fratello del giudice Mariano IV che nel 1353 entrò in guerra contro gli Aragonesi, dando luogo ad un'interminabile serie di conflitti, che certamente dovettero essere la causa dell'estinzione di tutti i centri abitati dell'area, tra cui villa Caresi, che non dovette sopravvivere oltre la seconda metà del XIV secolo, sebbene padre Vidal, alla metà del Seicento, riportava il suo abbandono in seguito ad un assalto dei Mori, avvenuto nel 1520
Il Fara, intorno al 1580, l'Aleo, circa un secolo dopo e Vittorio Angius, la ricordano. Giovanni Spano, nel 1855, descrivendo le antiche strade della Sardegna, riporta la villa di Cares, che diede il nome ai popoli appellati Carenses, nelle vicinanze di Posada
 
Luoghi di culto
La sua chiesa era dedicata a San Nicola Vescovo, menzionata nel 1647 da alcuni testimoni in un processo diocesano, i quali segnalarono anche il  cimitero e la villa distrutta. Il luogo di culto fu un beneficio semplice diocesano e ancor prima era stato prebenda della cattedrale di Civita. Vittorio Angius, tra le chiese minori galluresi, ne cita una dedicata a San Nicolò, della quale non abbiamo la certezza che si tratti di questa, in quanto nel territorio olbiese si trova un altro tempio, detto di Santu Nigoleddu, in zona Sa Istrana, di cui rimane in piedi la piccola abside
 
scheda da "Il Giudicato di Gallura" di Dionigi Panedda
 
Posizione geografica
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CUNIANI
  

 
 
LARATHANOS
 

 
PUSSOLO
 
  
  
Denominazioni alternative
Putzolu, Putzoli, Putzolis, Pressolis, Puteolus, Putzolo, Santa Epifania, Puzzolo
 
Ubicazione e situazione attuale
IGM foglio 444 sezione IV - Olbia ovest, scala 1:25.000; altitudine ca. 170 metri s.l.m. - toponimi segnalati: Cantoniera Putzolu
L'area in cui si trovava, chiamata "Sa Provania", presenta un territorio accidentato, oggi adibito a pascolo e densamente popolato da sugherete ed ulivastri. Sino a circa 30 anni orsono era possibile distinguere il rudere della chiesa, che aveva di fronte uno spazio quadrilatero, mentre a circa 70 metri vi si scorgeva un grande edificio composto da tre vani ed un altro ancora, che doveva essere di ragguardevoli dimensioni. Ad oggi non è più possibile riconoscere la pianta di alcuna struttura perché la gran quantità di pietrame tuttora presente, che un tempo componeva i vari ambienti, è stata totalmente tramutata in una serie di ammassi.
Indagini compiute alla fine dell'Ottocento, suggeriscono un'origine romana dell'insediamento
 
Notizie e documenti storici 
Il Giudicato di Gallura si estinse nel 1288 e l'intero territorio finì sotto la sfera politica della Repubblica di Pisa,  controllato sino all'invasione aragonese, compiuta nel 1324. La villa è subito infeudata a Guglielmo Anglesola, ma non è riportata nelle Rationes Decimarum, che ad ogni modo, sappiamo essere incomplete. Il Compartiment de Sardenya, del 1358, c'informa che Pussolo, appartenente a Giovanni d'Arborea, fratello del giudice Mariano, viene tassata per un'imposta fondiaria di sei lire annue, dalle quali è possibile approssimare una stima di popolazione variabile dai 50 ai 75 abitanti. Sono questi anni terribili per l'intera Sardegna ed anche il territorio gallurese è percosso da battaglie e pestilenze, che conobbero brevi tregue nel corso del '300, come la pace del 1388, della quale pare che questo piccolo centro, non riuscì a godere, annientato prima che il felice, anche se temporaneo evento, potesse alleviare il suo territorio
Un po' tutti i grandi storici del passato ricordarono l'insediamento, a incominciare dal Fara, che intorno al 1584, lo definiva raso al suolo, chiamandolo Putzolis; il Vidal, poco meno di cento anni più tardi, indicava "Puteolus vulgò Putzolo" e contemporaneamente segnalava l'oppido di S. Epiphania, pensando evidentemente chi si fosse trattato di un diverso paese; segnalato nello stesso periodo, Santa Epifania dall'Aleo, anche Angius lo ricordava nei suoi resoconti, insieme alla chiesa che pare fosse ancora in attività
 
Luoghi di culto 
La chiesa, dedicata all'Epifania è ricordata in un processo interdiocesano del 1647, insieme al cimitero e alle case dirute della villa. Dagli Inciertos della Collegiata di Tempio, sappiamo che la festa si celebrò, almeno sino al 1771
 
scheda da "Il Giudicato di Gallura" di Dionigi Panedda
 
Posizione geografica
 

  
SANTA MARIA DI LARATHANOS
 

 
TALANYANA
 

 
VILLA DE VERRO
 

 
VILLA MAIOR
 

 
VILLA PETRESA
 
 

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