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 gli insediamenti scomparsi nel territorio di Valledoria Riduci
 
AMPURIAS
 
  
 
 
Denominazioni alternative
Ampulia,Portu Ampulie, Impuriu, Inpuriu
 
Localizzazione geografica e situazione attuale
IGM foglio 442 sezione IV - Castelsardo, scala 1:25.000; altitudine ca. 10 metri s.l.m.- toponimi segnalati: San Pietro a Mare
Si trovava circa 2 km ad est in linea d'aria rispetto all'attuale Valledoria, comune costituitosi nel 1961. La denominazione potrebbe derivare dal latino "emporium" o dal greco "empòrhion", ad indicare un sito mercantile, che, sviluppatosi alla foce del fiume Coghinas, divenne dall'epoca bizantina ad una parte del periodo medievale, il maggiore scalo portuale del nord Sardegna. Alcuni storici lo identificano con Portus Tibualae
A nord, il suo territorio era delimitato dal mare e ad ovest dal fiume Coghinas, al di là del quale, si trovava Villa Alba; a sud confinava con Coghinas, che ne inglobò le pertinenze, mentre ad occidente, vi erano Ficus, Salasa e Murtetu
 
Notizie e documenti storici
Non è certo che il centro sia stato una vera a propria villa, oppure esclusivamente uno scalo marittimo; inoltre, ad oggi non è ben chiaro, il fatto che Ampuria, pur avendo conferito il nome all'omonima diocesi, ne fu effettivamente la sede, come sostengono alcuni, anche in virtù della presenza di una chiesa dedicata a San Pietro Celestino. Altri, ubicano la sede diocesana, in corrispondenza dell'insediamento scomparso di Flumine, del quale rimene la solitaria chiesa romanica di San Pietro Apostolo, nella campagna di Bulzi [vedere la premessa alla scheda di Flumine - leggi qui]
Ampuria si sviluppò come approdo costiero, forse sin dall'epoca punica. Portus Ampulie è documentato nel Duecento, mentre in uno scritto del 1238, si legge di un Logodoriu Padeu de Ampulia, che a Bonifacio riceveva in accomandita delle merci da negoziare nel suo luogo d'origine, forse la stessa Ampulia, dalla quale ne aveva preso il cognome. Esattamente cinquant'anni dopo, l'insediamento è attestato per l'ultima volta, il ché, lascia pensare al suo decadimento, avvenuto in seguito alla presa di possesso nel 1282, da parte dei Doria, della regione anglonese e soprattutto della città di Castel Genovese, che diede avvio al potenziamento del porto di Frigiano, causa dello spostamento dell'asse commerciale ai danni del nostro centro. Il porto di Ampulia passà sotto la giurisdizione della villa di Coghinas e forse rimase attivo sino all'estinzione di questo abitato, avvenuta poco dopo il 1430
 
Luoghi di culto
La piccola chiesa di San Pietro a Mare, che si trova nei pressi della foce e da alcuni definita l'antica cattedrale di Ampurias, seppur, con le varie trasformazioni, è l'unica testimonianza visibile dell'insediamento. Secondo alcune fonti venne fondata da Leone III, tra l'VIII ed il IX secolo, mentre altri documenti parlano di eremitaggio dedicato a San Pietro Celestino, costruito in seguito all'abbandono del centro commerciale, prima del 1290 e luogo di riferimento spirituale per i naviganti che ancora frequentavano il porto
Di ulteriori edifici religiosi che potrebbero attestare la sede vescovile fisica, in Ampurias, al momento non sono stati rinvenuti riferimenti, tra i resti edilizi che costellano la piana
Nella mappa, la chiesa è definita "S.Pietro a Mare"
Scheda della chiesa in chiesecampestri.it
 
Scheda dal libro "Anglona medievale" di Mauro Maxia - vai alle info sulla pubblicazione
 
Posizione geografica
 

 
CONIARIU
 

 
FICUS
 
 
 
Denominazioni alternative
Ficubus, Figu, Figus
 
Localizzazione geografica e situazione attuale
IGM foglio 442 sezione II - Perfugas, scala 1:25.000; altitudine ca. 220 metri s.l.m.
Si trovava circa 5 km a sud-ovest di Valledoria in un territorio che sino al 1961, apparteneva totalmente a Castelsardo. Il sito sarebbe da individuarsi in località "Figu", percorsa dal rio Cuggiari e dal rio Priadu e tale abbondanza di acque, avrebbe favorito la coltivazione di alberi di fico
 
Notizie e documenti storici
Un atto notarile del 1321, attesta la locazione di cinque appezzamenti terrieri di proprietà della Curia ampuriense, che si trovavano "in villa de Ficubis"; dal documento si rileva che all'interno del suo territorio, vi era un podere in possesso della corte di Priadu ed un altro, appartenente al monastero di San Nicolò di Multedo. Questa è l'unica testimonianza ad attestare l'insediamento, che non è citato nelle collettorie pontificie trecentesche, le quali, teniamo sempre a precisare, non sono giunte sino a noi nella loro completezza
Lo Spano citò il toponimo Figu associandolo ad un villaggio, pur non chiarendo se si trovasse in Anglona; al contempo, ubicava l'antico villaggio romano di Juliola, in località Cuggianu o Cuggiani, confinate ad est con l'odierna località di Figu
 
Luoghi di culto
Circa 4,5 km dal sito in cui è ipotizzabile l'ubicazione del villaggio, si trova la collina di Monti Figu, sulla cui altura, all'interno di uno spiazzo, è rilevabile la muratura e la fondazione di un edificio rettangolare, che potrebbe essere stato un luogo di culto; alla bade del colle, vi è l'area denominata "Agliola di Jésgia", ovvero "aia della chiesa"
 
Posizione geografica
visualizza la mappa
 
Scheda dal libro "Anglona medioevale" di Mauro Maxia - vai alle info sulla pubblicazione 
 

 
SAN SALVATORE DI CAMPOLETARGIO
 

 
VIDDANOVA 
 

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